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«Tutte verificate»: cosa vuol dire, e cosa no

Su questo portale una recensione si aggancia a una cena avvenuta. È una regola scomoda — taglia fuori parecchia gente — e tutto quello che la riga «tutte verificate» può promettere sta lì dentro.

Accanto alle recensioni di ogni locale, su questo portale, c’è scritto «tutte verificate». È una frase che si legge dappertutto e che quasi mai vuol dire qualcosa. Qui vuol dire una cosa precisa, e vale la pena dire quale — anche perché la stessa regola che la rende vera è quella che ci fa avere meno recensioni di chiunque altro.

La regola, in una riga

Si recensisce un pasto che si è consumato, non un ristorante.

Per scrivere servono quattro cose insieme: una prenotazione fatta da qui, collegata al proprio account, passata, e non annullata. Una per visita: se torni, potrai scriverne un’altra.

Non è un filtro contro gli scontenti. È l’unico modo che conosciamo per rispondere alla domanda che sta sotto ogni recensione di internet — *questa persona c’è stata davvero?* — senza chiederlo a nessuno e senza doverci credere sulla parola.

Cosa questo rende impossibile

  • Il ristorante che si scrive le recensioni da solo: servirebbe prenotare da qui e presentarsi, una volta per ogni recensione.
  • La stroncatura del concorrente: stessa cosa, e con la cena pagata.
  • Le venti recensioni comprate in blocco: venti prenotazioni, venti sere, venti tavoli occupati davvero.

Nessuna di queste diventa impossibile *per magia*: diventa costosa esattamente quanto una cena, che è il punto.

Cosa NON vuol dire

Qui viene la parte che un portale di solito non scrive.

  • Non vuol dire che il giudizio sia giusto. Chi ha cenato può avere avuto una brutta serata, o aspettarsi un’altra cosa. Verificata vuol dire *è successo*, non *ha ragione*.
  • Non vuol dire che siano tante. Un locale con poche recensioni qui non è un locale con recensioni cattive: è un locale che ha cominciato da poco a ricevere prenotazioni da questo portale. È il motivo per cui, dove non ce n’è nessuna, non disegniamo cinque stelle spente: scriviamo che nessuno ha ancora scritto.
  • Non vuol dire che siano tutte. Chi ha cenato lì prenotando al telefono non può recensire da qui. Le sue impressioni esistono lo stesso; semplicemente non sono nostre da pubblicare.

Cosa facciamo, e cosa non facciamo

Non modifichiamo il testo delle recensioni. Non le riordiniamo a favore di chi paga — e non c’è niente da pagare. Non vendiamo la rimozione di una recensione negativa: non è un servizio che esiste, e se un giorno esistesse questa frase sarebbe la prima a dover cambiare.

Il ristorante può replicare pubblicamente, e la replica si legge sotto la recensione. Chi ha scritto può ritirare la propria quando vuole. E se una recensione viola le regole — insulti, dati di altre persone, pubblicità — la togliamo dicendolo a chi l’ha scritta, con il motivo accanto: una recensione che sparisce in silenzio fa pensare che l’abbia fatta sparire il ristorante.

Il nome

Di chi scrive si vede il solo nome di battesimo, mai il cognome. Nome e cognome accanto a un locale e a una data sono una persona identificabile, e a chi legge non servono per capire se fidarsi. Chi preferisce, lascia la firma vuota e la recensione esce come «un cliente».

Le regole sono scritte per esteso nelle condizioni d’uso, e cosa diventa pubblico sta in come trattiamo i tuoi dati.

Questo portale serve a una cosa sola: trovare un tavolo e prenotarlo.

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