Bitebooker

Il portale

Hai trovato il tuo ristorante qui?

La tua scheda può esserci senza che tu l’abbia messa. Come si corregge, come si toglie, e cosa cambia se decidi di gestirla.

Se il tuo locale compare su questo portale e non l'hai messo tu, non è un errore: le schede nascono da fonti pubbliche, come succede per le mappe e gli elenchi telefonici. Quello che segue è cosa puoi farci.

I dati sono sbagliati, o il locale ha chiuso

Ogni scheda ha in fondo un collegamento per segnalarlo, e non serve registrarsi. Indirizzo, telefono, orari, doppioni, chiusura: si sceglie il motivo e si manda. Quando più persone segnalano la stessa cosa la scheda esce dal portale, e si rimette con la stessa facilità se la segnalazione era sbagliata.

Qualcuno ha chiesto un tavolo e non me ne sono accorto

Sui locali che non usano Bitebooker una richiesta di tavolo è un messaggio che giriamo al recapito che risulta pubblico. Se quel recapito non c'è, o non è più tuo, la richiesta resta senza risposta — e a chi l'ha mandata lo diciamo subito. È la ragione più comune per cui un tavolo si perde senza che nessuno se ne accorga.

Cosa cambia gestendo la scheda

Un locale che usa Bitebooker compare con conferma immediata: chi prenota vede gli orari veri, sceglie, e il tavolo entra nel registro del ristorante nel momento in cui preme — senza telefonate, senza richiami, e senza il rischio del doppio tavolo sulla stessa ora.

Questa pagina non dice quanto costa né cosa comprende: sono cose che cambiano, e un prezzo scritto qui sarebbe vecchio prima di essere letto. Per quelle si parla con una persona.

Come si comincia

Non è una registrazione, e non attiva niente. Finché non ci siamo parlati la scheda resta com'è: nessuno la prende in carico e non cambia una riga. Partita IVA, codice fiscale e dati di fatturazione non si chiedono qui — servono quando c'è un accordo, non prima. I tre passi sono in fondo a questa pagina, col pulsante per cominciare.

Chi prenota ha un account? Non cambia niente per te

Chi prenota dal portale può fare l'accesso e collegare la prenotazione al proprio account, per ritrovarla da un altro telefono. Tu questo non lo vedi, e non ti riguarda: nella tua anagrafica arriva il nominativo che ha scritto, come sempre. Non sai se ha un account, non sai se ha prenotato altrove, e non cambia niente di quello che puoi farci.

Il collegamento è una riga nostra, tenuta fuori dai tuoi dati. Se quella persona chiude il proprio account, sparisce il collegamento — la prenotazione resta tua: è la tua serata, la tua contabilità, la tua sala.

Voglio la scheda fuori dal portale

Si può. Vale la stessa segnalazione: si sceglie il motivo, e la richiesta arriva a chi tiene il catalogo.

Per i ristoratori

Come si comincia

Tre passi, e nessuno dei tre è una registrazione: finché non ci siamo parlati la scheda resta com’è.

  1. Trova il tuo locale

    Cerchi il nome con cui il ristorante è conosciuto. Se compare, la scheda c’è già e non devi riscriverne una.

  2. Dicci che è tuo

    Guardi i dati che abbiamo, dici chi sei e lasci un recapito. Partita IVA e dati di fatturazione non si chiedono qui.

  3. Ti richiamiamo

    Al numero pubblico della scheda: è così che verifichiamo che il locale sia tuo, senza chiederti documenti.

Per i ristoranti

Il tuo ristorante è già qui

Le schede nascono da fonti pubbliche, come per le mappe e gli elenchi telefonici. Quella del tuo locale puoi correggerla, toglierla, o iniziare a gestirla.

  • Il tavolo entra nel registro quando l’ospite preme

    Chi prenota vede gli orari veri e sceglie. Niente telefonate, niente richiami, e nessun doppio tavolo sulla stessa ora.

  • Le richieste non restano senza risposta

    Sui locali che non ci usano giriamo la richiesta al recapito pubblico. Se quel recapito non è più tuo, il tavolo si perde senza che nessuno se ne accorga.

  • La scheda si corregge, e non serve registrarsi

    Indirizzo, telefono, orari, doppioni, chiusura: si sceglie il motivo e si manda. Vale anche per chiedere che la scheda esca dal portale.